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Vivere Informati

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Il nostro scopo è condividere materiale informativo su vari aspetti e ambiti della società, lasciandovi la facoltà di condividere la vostra opinione..

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Buongiorno cari lettori, anche oggi cercheremo di mettere in luce delle dinamiche tutt’altro che scontate e che coinvolgono il nostro paese in modo scandaloso. Da ormai quasi 24 ore i tracciati satellitari segnano la nave sotto le Baleari (Spagna). È quindi evidente che l’imbarcazione carica di armi ha spento il trasponder per rendersi irreperibile ai tracciati e non farsi individuare. Questo conferma se ce ne fosse ancora bisogno, che si tratta di carichi di morte provenienti da mezzo mondo e destinati allo Stato criminale dell’Arabia Saudita, che le utilizza spesso e volentieri contro migliaia di cittadini delle Yemen. È evidente che la nave sta arrivando in Italia per un ulteriore carico di bombe, e non è un caso che il trasfonder sia stato spento proprio nel crocevia direzionale tra Genova (dove la nave è aspettata dai camalli) e la Sardegna. A questo punto è evidente che il trasfonder non verra riacceso se non quando la nave si troverà in uno dei due porti. L’attenzione mondiale su questa nave sta creando grandi tensioni con la decisione da parte dei portuali di Genova di bloccare qualsiasi imbarco bellico nel porto genovese. Già un mese fa denunciai l’arrivo di questa nave al porto di Cagliari con la destinazione Genova. È chiaro che si sta tentando in tutti modi di sfuggire all’opinione pubblica e soprattutto all’illegalità che commetterebbe la nave se dovesse caricare bombe e armi in Italia. La nave sfrutterà la notte per tentare di impedire qualsiasi resistenza all’ennesimo carico ed è possibile che già stanotte la nave possa costeggiare la Sardegna, con la complicità di autorità civili e militari. Di Mauro Pili (politico, ex deputato) Cari lettori, a queste parole, sicuramente importanti di Mauro Pili, vogliamo aggiungere alcuni elementi particolari fondamentali. 1) Teoricamente il porto in cui questa nave potrebbe attraccare in Sardegna è Cagliari. Immaginiamo che non tutti sappiano che a Teulada (circa 70km dal capoluogo) c’è un grandissimo poligono militare dove ancora oggi vengono eseguite numerose operazioni e esperimenti militari che rimangono del tutto nascosti. 2) CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO

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La co-fondatrice del movimento pacifista CodePink, Medea Benjamin, ha denunciato questo giovedì come la polizia metropolitana di Washington (MPD) ha fatto irruzione illegale nella sede dell’Ambasciata venezuelana per sgomberare con l’uso della forza i 4 attivsti rimasti a protezione. “La polizia irrompe nell’Ambasciata venezuelana per arrestare illegalmente il Collettivo di protezione in violazione della Convenzione di Vienna. Si è rotto il diritto internazionale”. In un'intervista con RT, Benjamin ha spiegato come una pattuglia della polizia fosse sul retro dell'edificio e che la porta di accesso al quartier generale diplomatico sia stata rotta. "Oggi hanno deciso di porre fine a questa pagina della storia", ha aggiunto. L'attivista Codepink ha respinto la misura e ha affermato che le autorità del suo paese "non hanno alcun diritto", dal momento che "stanno violando la Convenzione di Vienna" non avendo "alcun permesso dal governo di Nicolás Maduro". L'attivista ha poi spiegato come la situazione dei pacifisti sia "stata molto difficile" dal 1 maggio, quando gruppi di venezuelani che sostengono il golpe sono arrivati nelle vicinanze subito dopo il colpo di stato fallito del 30 aprile e si sono creati molti momenti di tensioni, caratterizzati da aggressioni verbali (anche a sfondo omofobo, maschilista e razzista contro gli attivisti) e fisiche. Detenzioni, interruzioni di corrente e tagli d'acqua e restrizione del passaggio di cibo e medicine. Inoltre, ha dichiarato che, nonostante gli arresti degli ultimi quattro attivisti rimasti sul posto, continueranno le dimostrazioni "perché l'ambasciata rimanga vuota" e che non venga consegnato "l'edificio all'opposizione". Allo stesso modo, è emersa la necessità che un paese terzo sia responsabile delle due sedi consolari, sia in Venezuela che negli Stati Uniti, dopo la rottura delle relazioni. CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO...

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(ANSA) - PECHINO, 15 MAG - "Nessuna civiltà è superiore all'altra": se le civiltà "sono ridotte a un unico colore o a un singolo modello il mondo diventerebbe uno stereotipo: ciò di cui abbiamo bisogno è il rispetto reciproco e dire no ad arroganza e pregiudizio. Dobbiamo approfondire comprensione delle differenze e lavorare al dialogo e all'armonia tra le civiltà". E' il messaggio del presidente cinese Xi Jinping, lanciato a Pechino in occasione dell'apertura della Conferenza sul dialogo delle civiltà asiatiche, che sembra rispondere ad alcuni recenti giudizi di funzionari del dipartimento di Stato americano sullo "scontro di civiltà" in atto tra Stato Uniti e Cina. "Dobbiamo rispettarci e trattarci secondo l'uguaglianza. Tutte le civiltà sono radicate nel loro unico ambiente culturale e ognuna include la saggezza e la visione del Paese o della nazione". Il pensiero che "una razza e una civiltà siano superiori o l'inclinazione a rimodularle o a sostituirle sono semplicemente stupidi e portano a conseguenze catastrofiche". FATECI SAPERE LA VOSTRA NEI COMMENTI...

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Quattro condanne a poco più di 10 anni di carcere per omicidio preterintenzionale sono state inflitte ai giovanissimi marocchini accusati di avere scatenato il panico in piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno 2017 spargendo spray urticante tra la folla a scopo di rapina durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League Juventus-Real Madrid. In piazza ci furono 1.672 feriti e, in seguito, morirono due donne per le lesioni riportate. La gup Maria Francesca Abenavoli, al termine di un rito abbreviato, ha inflitto 10 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione a Sohaib Bouimadaghen (soprannominato "Budino"), a Hamza Belghazi e a Mohammed Machmachi, di 21, 20 e 21 anni; per Aymene El Sahibi, 22 anni, considerato autore di un minor numero di furti, la pena è di 10 anni, 3 mesi e 24 giorni. A perdere la vita furono Erika Pioletti, di Domodossola, e la torinese Marisa Amato. I 4 imputati sono detenuti. Fonte:Ansa FATECI SAPERE COSA NE PENSATE...

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Buongiorno a tutti cari lettori! Visto il periodo di intensa campagna elettorale per elezioni europee, abbiamo deciso anche noi (forse in maniera un po' provocatoria) di esprimere la nostra opinione in merito. Premettendo che gli interessi del 99% della popolazione vanno sostanzialmente nella stessa direzione, già vedere numerosi partiti o movimenti che si prefiggono tutti di fare gli interessi del popolo con programmi praticamente diversi per non dire agli opposti ci sembra al quanto assurdo e profondamente sbagliato. Teoricamente dovrebbe esistere una forza unica che si muove unita verso quelli che sono appunto i veri interessi della gente, non un'accozzaglia divisa e confusa che persegue sulla carta gli interessi di un popolo quando in realtà fa tutt'altro. a cura di vivereinformati

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“Chiudiamo i porti alle armi, non alle persone”. A riprendere in chiave pacifista lo slogan simbolo di Matteo Salvini sono i portuali di Genova, i leggendari “camalli”, da sempre parte attiva nella vita sociale e politica della città. Il tema è l’arrivo nel porto ligure, lunedì 20 maggio, della Bahri Yanbu, un cargo battente bandiera saudita di proprietà della Bahri, compagnia marittima partecipata dal governo di Riyadh. Una nave che – ormai è certo – porta a bordo armamenti di fabbricazione europea diretti allo scalo saudita di Gedda, dove l’arrivo è previsto a fine mese. E non è difficile immaginare che la destinazione finale sia lo Yemen, dove l’esercito del principe ereditario Mohammad bin Salman combatte insieme alle forze lealiste contro i ribelli Houthi, in un conflitto che dura da quattro anni e ha causato più di 60mila vittime. In particolare, mercoledì 8 maggio la Yanbu avrebbe dovuto fermarsi nel porto francese di Le Havre per imbarcare otto cannoni semoventi di tipo “Caesar” prodotti dall’azienda di Stato francese Nexter, come rivelato dal sito d’informazione Disclose e confermato in televisione dalla ministra della Difesa transalpina Florence Parly. Ma, a causa della mobilitazione dei portuali e di una serie di ong (tra cui Amnesty International e Oxfam), era rimasta a navigare in circolo per tre giorni a 25 chilometri dalla costa, fino a quando, nella serata di venerdì 10, l’Autorità portuale non ha annullato la tappa. Il timore dei “camalli”, ora, è che l’imbarco saltato in Francia debba avvenire a Genova. E sono pronti a mobilitarsi per impedirlo. Nella mattinata di giovedì, mentre il caso suscitava le prime attenzioni istituzionali, la notizia è stata smentita dallo stesso armatore: la Bahri ha comunicato all’Autorità portuale che in Liguria non saranno caricati né scaricati armamenti, invitandola a mettere a disposizione lo scalo. Ma intanto sono in corso accertamenti della Prefettura, che a breve dovrebbe decidere eventuali provvedimenti, fino all’ipotesi estrema di un diniego all’attracco, come già successo in Francia. I portuali, nel frattempo, hanno confermato l’assemblea già indetta per il pomeriggio di venerdì. CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO

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Con il via libera del Senato, il parlamento dello Stato americano dell'Alabama ha approvato la legge che vieta l'aborto, in ogni stadio, anche nei casi di stupro o incesto. L'unica eccezione possibile è se la madre è in serio pericolo di vita. Per i medici che praticano l'interruzione di gravidanza in Alabama sono previsti fino a 99 anni di carcere. La legge, è stata firmata anche dal governatore, la repubblicana Key Ivey, e rappresenta un vero e proprio assalto alla sentenza "Roe contro Wade" con la quale la Corte Suprema Usa nel 1973 ha di fatto legalizzato l'aborto a livello federale. La governatrice non si è espressa pubblicamente sul caso ma in molti si aspettano che firmerà la legge. La Camera dell'Alabama aveva approvato il provvedimento il mese scorso. Fonte: Rai BUONGIORNO CARI LETTORI. In merito a questa notizia vorremmo fare una considerazione... Secondo voi qual’è la differenza tra uno stupro e un incesto? È possibile equipararli in materia di aborto? A noi sembra una cosa insensata. Partendo dal presupposto che un incesto è tale se voluto e, se non fosse voluto, si trasformerebbe in stupro, ci chiediamo che senso abbia equiparare, ai fini della legge, un caso in cui una futura madre non solo dovrà portare per tutta la vita con sè i segni indelebili di uno stupro, ma anche vedersi vietata la strada di un aborto del quale, a nostro parere, ha tutto il diritto di usufruire vista la totale assenza di volontà a procreare. Naturalmente, e ci teniamo a specificarlo, questa assenza di volontà va manifestata non appena si viene a conoscenza della situazione, mentre non sarebbe possibile in un momento successivo e vicino al parto, poiché si andrebbe a vanificare il significato di quanto abbiamo sempre affermato. FATECI SAPERE COSA NE PENSATE. SIETE D’ACCORDO CON NOI?

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Buonasera a tutti i nostri lettori. Torna oggi la rubrica #UNTUFFONELPASSATO. Il 15 maggio del 1992 veniva inaugurato l’EXPO ‘92 nella città di Genova. L’Expo '92 venne intitolato: "Cristoforo Colombo - La nave e il mare" in occasione dei cinquecento anni dalla scoperta delle Americhe. I paesi partecipanti furono 54 (57 considerando i 3 paesi che parteciparono in via non ufficiale) e il numero di visitatori fu di 1,7 milioni. L’esposizione si svolse nel porto antico della città e permise il restyling del sito, su progetto del famoso architetto italiano Renzo Piano. Tra gli ospiti d’onore, fu invitato il governo delle Bahamas, per ricordare lo sbarco di Cristoforo Colombo, avvenuto nel 1492 proprio nell’isola di San Salvador. Un evento che ha ridato vita alla parte più antica della città, conosciuta per l’importanza del suo porto di fama internazionale, e che da tempo stava andando in decadimento. Il Padiglione Italia rese protagonista proprio la figura di Cristoforo Colombo e la nave venne utilizzata come metafora della vita e infatti il tema principale dell’evento fu l’evoluzione umana e il rapporto esistente tra uomo e mare. Insomma, un evento internazionale di grande importanza che suscitò anche numerose critiche in merito all’affluenza di visitatori e all’incasso, nettamente inferiore rispetto a quanto previsto. Nonostante questo, abbiamo deciso di ricordare questo evento per la sua portata internazionale, positiva per il nostro paese, e soprattutto per ricordare la grande scoperta di un grande personaggio che, ancora oggi, è assoluto protagonista dei nostro libri di storia. Una scoperta che, anche se avvenuta con un “pizzico” di fortuna e in modo inaspettato, ha cambiato nel bene e nel male le sorti del mondo intero. . . . A cura di Vivereinformati

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Il Tempo di Roma dà conto della presentazione tenutasi qualche giorno fa a Roma del libro di David Parenzo ("I falsari. Come l'Unione europea è diventata il nemico perfetto per la politica italiana") alla quale hanno partecipato Emma Bonino e Mario Monti. Emblematico quanto detto da Mario Monti che traggo testualmente dal pezzo del giornale: «Se i sovranisti vincono torneranno i conflitti e l’Europa finirà distrutta e rasa al suolo». Non è di per sé un discorso sbagliato: una frattura dell’Unione Europea creerebbe senza dubbio forti tensioni politiche in Europa, recriminazioni, traumi e crisi rabbiose soprattutto da parte di chi ha più da perdere dalla fine della Cuccagna Europoide. E’ chiaro ed evidente che c’è un rischio di guerra se si verificasse questa eventualità. L’errore previsionale di Monti non sta però in ciò che ha detto ma in ciò che non ha detto. Questa Europa è chiaramente egemonizzata dalla Germania, di gran lunga il paese maggior beneficiario della moneta unica e dell’unificazione del mercato finanziario e dei beni. Questa è un’Europa germanizzata. Oserei dire un’Europa sottomessa ai voleri di Berlino. Un’Europa dove ora l’ultimo baluardo è stato definitivamente fatto cadere. Mi riferisco alla Francia di fatto costretta a firmare un Trattato di Aquisgrana dove la Germania ha tutto da guadagnare e la Francia ha tutto da perdere: copertura diplomatica per l’ottenimento di un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu e esercito unico europeo dove la Francia metterà a disposizione il suo deterrente nucleare. In cambio la Francia cosa ottiene? Tempo, nulla più che tempo per mettere a posto i suoi conti con l’estero chiaramente sostenuti dai capitali dei paesi in surplus e dunque dalla Germania stessa. Quello che non si domanda Monti - che vede evidentemente in questa configurazione europea il migliore dei mondi possibili - è a che cosa serva alla Germania tutto questo. La risposta ce l’ha data il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas qualche mese fa in un “articolo manifesto” (colpevolmente ignorato dalla nostra stampa) pubblicato da Handelsblatt. CONTINUA NEL PRIMO COMMENTO, FATECI SAPERE COSA NE PENSATE...

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Buonasera a tutti i nostri lettori. Stasera per concludere la nostra giornata, abbiamo deciso di “postare” questa immagine che, a nostro parere, può essere spunto per una buona riflessione. In merito, pensiamo che, per costruire una buona società che abbia meno problemi possibili, è necessario riportare in alto un valore, che permetteteci di dire, è sulla lingua di tutti ma è, in fine dei conti, primitivo: l’UGUAGLIANZA. Infatti solo nello stato di natura, e fino a quando lo stesso ha resistito, si è potuto realizzare il significato di questa parola. Con questo, ognuno di noi ha diritto a riflettere su quello che lo circonda, quello che cambia è il punto di vista e le chiavi di lettura che si scelgono. Tutti voi dovete essere consapevoli di poter migliorare questa società, ma è chiaro che questo possa accadere solo se chi ha fatto un passo indietro di troppo o un passo in avanti in più, faccia un passo avanti o indietro (per ritenersi uguali al prossimo). Con questo vogliamo dire che l’UGUAGLIANZA dipende da tutti noi, dal rispettare chi ci circonda aiutandolo quando in difficoltà, dall’avere un obiettivo comune, dai valori e dai princìpi. Sono tutti piccoli passaggi che sono stati dimenticati perché in questa società l’uomo non ha il coraggio di pensare in modo collettivo. L’IO permane, sussiste e persiste! Non prende in considerazione niente di quello che lo circonda se non riguarda se stesso. Questo è un problema grosso e sempre lo sarà, perché di questi tempi, troppi sono quelli che ambiscono a diventare potenti e molti, anzi troppi, quelli che lo sono già diventati. SPERIAMO DI AVERVI DATO UNO SPUNTO CHE VI FACCIA RIFLETTERE... a cura di Vivereinformati

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C'è preoccupazione per il gas che viene sprigionato dall'Etna. Le faglie dell’Etna rappresentano un triplice pericolo per le popolazioni: generano terremoti, fratturano il suolo ed emanano radon, un gas cancerogeno che può accumularsi nelle case rendendole insalubri. E’ quanto risulta da uno studio, a firma INGV, pubblicato sulla rivista internazionale "Frontiers in Public Health". L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia da molti anni analizza su tutto il territorio nazionale il radon, un gas cancerogeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità colloca nel "gruppo 1", ovvero tra i più pericolosi per la salute umana. Un territorio particolare è quello dell’Etna, sui cui fianchi affiorano numerose faglie che presentano una peculiarità: fratturano intensamente le rocce circostanti aumentando significativamente la loro permeabilità. Ciò consente ai fluidi e ai gas presenti nel sottosuolo di muoversi più liberamente in quelle zone fratturate, raggiungendo la superficie con più facilità. Tra questi gas, emerge in superficie anche il radon. L'INGV monitora il radon sull'Etna h24 attraverso una rete di sensori dislocati nel terreno in aree chiave per interpretare l'attività vulcanica e sismica, raffrontando questo dato con i numerosi altri segnali provenienti dalle fitte reti di monitoraggio dell’Osservatorio Etneo. Fonte:Giornale di Sicilia NON UNA BELLA NOTIZIA PER I NOSTRI AMICI SICILIANI. MA SIAMO SICURO CHE LA SITUAZIONE SARÀ MONITORATA NEL MIGLIOR MODO POSSIBILE. FATECI SAPERE COSA NE PENSATE NEI COMMENTI...

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“Reddito di base e 15 ore di lavoro alla settimana”, l’utopia dello storico che ha detto ai ricchi di Davos di pagare le tasse L ‘olandese Rutger Bregman nel libro Utopia per realisti propone una ricetta per eliminare la povertà (“un investimento che si ripaga con gli interessi”), aumentare l’occupazione e il tempo libero, incentivare le persone a scegliere carriere utili invece di attività che “distruggono ricchezza”. Irrealizzabile? “Anche la fine dello schiavismo, l’emancipazione delle donne e l’avvento della previdenza sociale erano progressiste nate folli e irrazionali” Soldi gratis per tutti e (molto) più tempo libero. Perché garantire a ogni cittadino un reddito di base conviene: riduce la criminalità, la mortalità infantile e la dispersione scolastica e favorisce la crescita e l’uguaglianza di genere. E ridurre la settimana lavorativa a 15 ore aumenta la produttività, aumenta i posti part time, riduce le emissioni di C02 e favorisce l’emancipazione femminile. E’ la Utopia per realisti (uscito in Italia per Feltrinelli) di Rutger Bregman, trentenne storico olandese con interessi che spaziano dalla filosofia all’economia, salito agli onori delle cronache per un provocatorio discorso contro l‘evasione e l’elusione fiscale tenuto in gennaio ai partecipanti all’ultimo Forum economico di Davos. “Nessuno solleva l’argomento che i ricchi non pagano la loro parte, quella che è giusto che paghino”, ha scandito Bregman – che il mensile Fq Millennium aveva intervistato nel novembre 2017 – davanti alla platea di milionari riuniti in Svizzera. “Mi sento come a una conferenza di pompieri in cui non è permesso parlare dell’acqua. Tasse, tasse, tasse. Tutto il resto sono stronzate“. Di Chiara Brusini FATECI SAPERE COSA NE PENSATE NEI COMMENTI...

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Italia non firma appello gas serra | Cosa fa l’Europa per combattere i cambiamenti climatici? Alcuni Paesi hanno sottoposto al Consiglio europeo, che si è riunito a Sibiu in Romania, per discutere del futuro dell’Europa dopo le elezioni europee, un documento proprio per chiedere una strategia comune per affrontare il problema del clima. Il documento è intitolato “Un Paese pulito per tutti”, e chiede all’Ue un impegno comune per azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050. Il documento, ottenuto e diffuso dal quotidiano britannico The Independent, chiede inoltre di potenziare i contributi dei singoli paesi membri. L’obiettivo comune è quello di impedire l’aumento della temperatura oltre i 2 gradi centigradi in più rispetto agli anni ’90, considerato il punto limite oltre il quale si avranno effetti catastrofici sull’ambiente mondiale, così come previsto dall’accordo sul clima di Parigi. Il documento è stato firmato da Francia, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Portogallo, Paesi Bassi, Spagna e Svezia. Tra questi non figura l’Italia, come fa notare il quotidiano Open, che insieme alla Germania ha scelto di non accodarsi all’appello. Lo stesso dossier, oltre all’azzeramento dei gas serra entro il 2050, chiede agli Stati membri di muoversi verso l’integrazione della produzione energetica e verso una transizione a un’economia verde. Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, i paesi che hanno firmato l’appello chiedono che l’Ue stanzi almeno un quarto del suo budget annuale. “La lotta contro il cambiamento climatico richiede di trasformazione di tutti i settori della nostra economia. Questa è una sfida e una grande opportunità per portare l’Unione europea su un percorso verso una ambiziosa transizione economicamente efficiente e socialmente equa e verso un’economia a impatto zero sul clima che può portare benefici, crescita economica, occupazione, qualità della vita, sanità pubblica, biodiversità”. Il governo italiano non ha rilasciato le motivazioni di tale scelta. Fonte: Tpi FATECI SAPERE COSA NE PENSATE MEI COMMENTI RITENIAMO QUESTI ARGOMENTI DI GRANDE IMPORTANZA. IMPARIAMO A NON SOTTOVALUTARLI.

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A diversi diplomatici russi, che avrebbero dovuto prendere parte ai lavori della terza commissione preparatoria per la conferenza dei Paesi firmatari del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari a New York, sono stati negati i visti dalle autorità statunitensi, ha denunciato Vladimir Ermakov, capo della delegazione russa e direttore del dipartimento di non proliferazione e controllo degli armamenti presso il ministero degli Esteri russo. "A seguito delle azioni illegali delle autorità statunitensi, diversi rappresentanti russi non sono stati in grado di partecipare ai lavori con voi", ha detto Ermakov durante la sessione di ieri della commissione. Ha aggiunto che "dal punto di vista della diplomazia multilaterale, questa situazione che si è verificata è un'assurdità totale e assolutamente inaccettabile". Ermakov ha osservato che "Washington viola gravemente i suoi obblighi derivanti dall'accordo del 1947 sul quartier generale delle Nazioni Unite, che esprime in modo chiaro e inequivocabile agli Stati Uniti la necessità di garantire visite senza ostacoli ai diplomatici stranieri nella sede delle Nazioni Unite, oltre a rilasciare visti "gratis e il più presto possibile". Tratto da Sputniknews.com Quando si arriva a tenere comportamenti così chiaramente scorretti e illegali, vogliamo credere ancora che l'ipotesi di una guerra globale sia fantascienza, oppure è un ulteriore passo verso un conflitto globale?

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Svolgono una professione che le gratifica molto ma che le porta a passare diverse ore con i bambini in braccio. Oppure inginocchiandosi per giocare con i piccoli. In più, devono ovviamente relazionarsi con le figure genitoriali. Almeno il 50% delle lavoratrici degli asili nido e delle scuole per l’infanzia – maestre, educatrici, operatrici, addette alla cucina e personale ausiliario – riscontra la presenza di problemi fisici alla schiena e ha vissuto aggressioni verbali ai loro danni nella relazione con i genitori dei bambini. È quanto emerge da “Abbi cura di te”, una ricerca di Fp Cgil e Inca Cgil in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio sulle condizioni di lavoro negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, basata su un’indagine svolta su un campione di oltre 600 lavoratori: il 97% sono donne. Parliamo di educatrici (65%), maestre (11%), operatrici (12%), addette alla cucina (7%) e il restante personale ausiliario. A spiegare la fotografia che emerge è Federico Bozzanca, segretario nazionale della Funzione Pubblica della Cgil: “Non tutto quello che rientra in questo 50% può essere definibile come malattia professionale ma siamo di fronte ad un campanello d’allarme. C’è un fortissimo rischio non solo in termini di salute ma anche dal punto di vista psico-sociale. Siamo di fronte ad un lavoro che è definito gravoso non usurante. Il problema non è legato all’orario di lavoro. Un conto l’occupazione nel settore pubblico un conto quello nel privato: nel secondo caso l’orario è più elevato. Quello che ricaviamo dalla ricerca, comunque è che il problema è più legato ai carichi di lavoro. In un nido in cui non si mandano più le supplenti per carenza di personale quando una delle educatrici va in malattia è automatico che il lavoro raddoppia. Avere a che fare con cinque o sei bambini non è la stessa cosa che avere a che fare con dodici. Tra l’altro nel contratto nazionale sono previsti dei parametri che non sempre vengono rispettati: di norma il rapporto dovrebbe essere di uno a sei ma purtroppo alcune Regioni hanno derogato a questo vincolo arrivando anche ad un rapporto di uno a nove”. Di Alex Corlazzoli FATECI SAPERE COSA NE PENSATE...

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La notizia, già diffusa da varie agenzie di stampa, del provvedimento depositato oggi dal Consiglio di Stato che ha sospeso i provvedimenti del Ministero dell'Interno che mi avevano revocato la scorta ormai un anno fa, mi restituisce un po' di fiducia nella Giustizia italiana che negli ultimi tempi andava sempre più incrinandosi. E quindi colgo l'occasione per ringraziare questi coraggiosi giudici del Consiglio di Stato che hanno applicato le ragioni del Diritto e della Giustizia non consentendo la prevaricazione delle ragioni della politica, che nel nostro Paese spesso prevalgono, perfino nelle aule di giustizia. Un ringraziamento sentito va anche al mio avvocato, l'ottima collega Beatrice Miceli, che con passione e competenza ha sostenuto ieri le mie ragioni in aula ottenendo l'annullamento del provvedimento del TAR Lazio che avevamo impugnato. Un grazie sentito ai tanti amici, più noti e meno noti, che si sono battuti in favore del ripristino della mia scorta, con un pensiero speciale a chi aveva promosso anche una petizione online che aveva già raccolto svariate migliaia di firme. Che la decisione sia caduta dopo l'udienza del 9 maggio, giorno dell'anniversario del delitto di Peppino Impastato, ucciso dalla mafia e dai depistaggi di Stato, mi consente di ricordare questo grande giovane coraggioso, ucciso dall'isolamento e dal sistema politico-mafioso che lo accerchiava. Grazie a tutti e teniamo sempre la guardia ben alta. Non è mai il momento di arrendersi. Ma è sempre quello di resistere e lottare per i nostri ideali di Giustizia e Verità. Antonio Ingroia A VOI TUTTI I COMMENTI SU QUANTO SCRITTO DA INGROIA...

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Triste verità. Voi cosa ne pensate?

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Tra i 60 e i 70 migranti sono annegati, mentre sono decine i dispersi a causa dell’affondamento di un’imbarcazione in acque internazionali, a 40 miglia dalla città di Sfax in Tunisia. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Fino a questo momento sono sedici i sopravvissuti, salvati da pescherecci che si trovavano nella zona, secondo quanto hanno riferito le autorità tunisine. I migranti, in prevalenza di origine subsahariana, ma provenienti anche da Bangladesh e Marocco, sarebbero partiti dalla città costiera di Zuara, in Libia. Il timore delle autorità tunisine è che il numero delle vittime possa aumentare. Al momento sono in corso le operazioni di salvataggio e recupero ad opera della Marina militare di Tunisi. Fonte:ilfattoquotidiano

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